
Serve una matita e un rimmel nero, se si vuol fare le cose fatte bene anche una cipria chiara. Il segreto sta nello stendere agli angoli esterni dell'occhio una linea sottilissima e netta, e in effetti gli artisti giapponesi amano le linee fluide, anzi più fluida è una linea più la amano, pensate un attimo alla più famosa onda che qualcuno abbia mai disegnato, quella di Hokusai, ecco, pensate proprio a quell'onda lì meravigliosa che si alza piena di autorità e pare come impossibile che il mare sia stato dipinto proprio in quel momento preciso, che se Hokusai decideva di dipingerlo un attimo dopo davvero non era lo stesso. Non sono tanto le increspature di schiuma densa, o il colore indefinito del cielo, o il monte Fuji che appare sullo sfondo, no piuttosto mi interessa come nasce e come muore, la grande onda, è quella la linea che penso mentre in bagno disegno un'onda nera agli angoli esterni del mio occhio, prima quello destro, poi quello sinistro, poi allontano il viso dallo specchio, faccio due passi indietro, la osservo soddisfatta e penso che anche Hokusai l'avrebbe certamente apprezzata questa linea, tremolante sensuale avvolgente fragile.
Con gli occhi più grandi più verdi, l'altro giorno a Udine mi sono chiesta come mai succede che un film non sembra un film ma solo tempo che scorre sullo schermo. E come mai gli articoli di Repubblica ultimamente cominciano sempre con la parola “se”. Fateci caso. Il sapore irritante delle ipotesi.
L'altro giorno a Udine non erano previste le repliche degli spettacoli. I combattimenti sono eleganti, le cortigiane fiori egocentrici che nessuno deve amare. Anche la Gioconda forse era una cortigiana, forse no, mi dite ma lo sai che ti somiglia un po', ma non è vero, però adesso con le bacchette in mano è molto più rock, sorride anche più convinta.
e questo vagare senza soluzione, il nostro vagare senza soluzione.
L'altro giorno a Udine poi siamo tornati a Bologna passando per Ferrara, e ci siamo persi durante il pellegrinaggio, e mi è sembrato quasi giusto perdersi, soprattutto durante un pellegrinaggio, perdersi in altri momenti non sempre è il caso,può non esseresalutare, perdersi può far male, ma sei sei nel mezzo di un pellegrinaggio no, è come se ne avessi tutto il diritto, di perderti.
Ho ritrovato le strade lilla come i vestiti appesi. Al mercato vendevano i se di Repubblica, irritanti ipotesi lilla.
e prima pensavo ecco che arriva l'estate masenza passare dalla primavera.
quando le nostre delusioni stavano facendo una cura dimagrante. quando coltivavamo orgogliosi i nostri nulla prepotenti.
un autista mi racconta degli anni 70 e del suo viaggio in moto in giro per il mondo con i due suoi più cari amici. uno adesso non c'è più, dice. l'altro ha preso una strada diversa, e se solo volesse, potrebbe diventare domani presidente del consiglio. un amico qualsiasi di un autista qualsiasi come presidente del consiglio, io lo voterei.
L'altro giorno a Udine ho sentito che suono fa una nota stonata e come si ricompone la melodia, le nostre storie al sole, le timide promesse: vorrei regalarvi un testo.
Se ogni parola nuova uccide un po' quelle scritte prima. Ho riletto di tetti che si affacciavano alle finestre, di lavatrici che fanno il rumore del mare, di quando ti pensavo se pioveva. Guarda fuori, lo vedi? Il cielo. Senza progetti e senza nuvole.
A Fede, Gabri, Alfo.
Grazie.
M.
Con gli occhi più grandi più verdi, l'altro giorno a Udine mi sono chiesta come mai succede che un film non sembra un film ma solo tempo che scorre sullo schermo. E come mai gli articoli di Repubblica ultimamente cominciano sempre con la parola “se”. Fateci caso. Il sapore irritante delle ipotesi.
L'altro giorno a Udine non erano previste le repliche degli spettacoli. I combattimenti sono eleganti, le cortigiane fiori egocentrici che nessuno deve amare. Anche la Gioconda forse era una cortigiana, forse no, mi dite ma lo sai che ti somiglia un po', ma non è vero, però adesso con le bacchette in mano è molto più rock, sorride anche più convinta.
e questo vagare senza soluzione, il nostro vagare senza soluzione.
L'altro giorno a Udine poi siamo tornati a Bologna passando per Ferrara, e ci siamo persi durante il pellegrinaggio, e mi è sembrato quasi giusto perdersi, soprattutto durante un pellegrinaggio, perdersi in altri momenti non sempre è il caso,può non esseresalutare, perdersi può far male, ma sei sei nel mezzo di un pellegrinaggio no, è come se ne avessi tutto il diritto, di perderti.
Ho ritrovato le strade lilla come i vestiti appesi. Al mercato vendevano i se di Repubblica, irritanti ipotesi lilla.
e prima pensavo ecco che arriva l'estate masenza passare dalla primavera.
quando le nostre delusioni stavano facendo una cura dimagrante. quando coltivavamo orgogliosi i nostri nulla prepotenti.
un autista mi racconta degli anni 70 e del suo viaggio in moto in giro per il mondo con i due suoi più cari amici. uno adesso non c'è più, dice. l'altro ha preso una strada diversa, e se solo volesse, potrebbe diventare domani presidente del consiglio. un amico qualsiasi di un autista qualsiasi come presidente del consiglio, io lo voterei.
L'altro giorno a Udine ho sentito che suono fa una nota stonata e come si ricompone la melodia, le nostre storie al sole, le timide promesse: vorrei regalarvi un testo.
Se ogni parola nuova uccide un po' quelle scritte prima. Ho riletto di tetti che si affacciavano alle finestre, di lavatrici che fanno il rumore del mare, di quando ti pensavo se pioveva. Guarda fuori, lo vedi? Il cielo. Senza progetti e senza nuvole.
A Fede, Gabri, Alfo.
Grazie.
M.

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